Il gran finale con Francis Scott Fitzgerald. Martedì 28 giugno, a Palazzo della Penna


Il Circolo dei lettori va in vacanza con una serata dedicata ai Racconti dell’età del Jazz di Francis Scott Fitzgerald. Nel corso della sua carriera, lo scrittore statunitense fu autore di oltre duecento racconti, che gli garantirono enorme popolarità e gli offrirono spesso un utile terreno di sperimentazione. Considerata la più celebre delle sue raccolte di short stories, i Racconti dell’età del jazz racchiude undici ritratti dei «ruggenti anni Venti»: un’epoca fatta di spensieratezza, balli, divertimento, sogni di successo, liberazione dei costumi, ma allo stesso tempo un’epoca protagonista di una dolente riflessione sul rapporto tra fantasia e realtà e sulla natura della felicità umana.
Martedì 28 giugno, alle ore 21.00, presso Palazzo della Penna, saranno Barbara Lumaca e Cristiano Ragni a parlarci della raccolta che racchiude, fra gli altri, Il caso singolare di Benjamin Button. La serata sarà inoltre impreziosita dalle letture di Monica Panciotti e Bruno Pilla, e dalle atmosfere di Francesca Cencetti, Luca e Alessio Grassi e Piero Capocchia.

Francis Scott Fitzgerald nasce a St. Paul (Minnesota) il 24 settembre 1896. Nel 1908, mentre le condizioni economiche dei suoi si fanno sempre meno agiate, Scott entra alla St. Paul Academy dove pubblica in un giornale studentesco i racconti che segnano il suo debutto come autore. Nel 1917, con l’entrata in guerra degli Stati Uniti, Fitzgerald viene spedito come sottotenente a Fort Leavenworth, nel Kansas, dove rimane per circa due anni. Nell’estate del ’18 incontra Zelda Sayre, una bionda diciottenne di cui si innamora perdutamente. Finita la guerra e avviata una relazione burrascosa con Zelda che rifiuta ripetutamente di concedersi a questo aspirante scrittore squattrinato, Fitzgerald trova lavoro in una agenzia pubblicitaria di New York. Il 1920 è il suo anno d’oro. Fitzgerald pubblica Di qua dal Paradiso e le slick magazines (le riviste in carta patinata) iniziano a richiedere – e a pagare profumatamente – i suoi racconti e finalmente Zelda accetta la sua proposta di matrimonio. Inizia così la leggenda di Scott e Zelda, un carosello ininterrotto di feste, viaggi all’estero, grande lusso e grandi turbolenze che nel giro di pochi anni ne fanno la coppia più rappresentativa dell’Età del jazz. Nell’autunno del ’21 nasce Frances Scott, detta Scottie, prima e unica figlia della coppia. Nel 1922 Fitzgerald pubblica Belli e dannati. Due anni dopo si stabilisce a Parigi, la città destinata ad accogliere, uno dopo l’altro, tutti gli eroi della Lost generation. Qui Fitzgerald scrive Il grande Gatsby, considerato da molti il suo capolavoro. Ma il 1924 è anche l’anno in cui la bella e capricciosa Zelda, approfittando delle lunghe sessioni del marito alla macchina da scrivere, si innamora di un aviatore francese. È la prima, grave incrinatura di un rapporto che diventerà sempre più problematico e distruttivo per entrambi. Nel 1930, in seguito a un esaurimento nervoso e a un tentativo di suicidio, Zelda viene ricoverata in una clinica svizzera. La diagnosi non lascia spazio a molti dubbi: schizofrenia. Nel 1931 i coniugi Fitzgerald ritornano negli Stati Uniti. La sempre più preoccupante irrequietezza di Zelda si aggiunge alle crescenti difficoltà economiche del piccolo nucleo famigliare, piegato da un regime di vita costantemente al di sopra dei propri mezzi. Nel 1932, in una clinica di Baltimora, Zelda scrive un romanzo fortemente autobiografico, Save me the Waltz, in cui tra le altre cose accusa suo marito di aver fatto fallire il loro matrimonio. La risposta di Fitzgerald è Tenera è la notte, scritto in circostanze drammatiche nell’arco di quasi due anni. Il libro non riceve nessuna delle attenzioni che erano state riservare al Grande Gatsby e dal punto di vista commerciale si rivela un fiasco. Indebolito dall’alcol, dimenticato da tutti e quasi ridotto in miseria, Fitzgerald trascorre gli ultimi anni scrivendo sceneggiature per Hollywood e lavorando febbrilmente a un romanzo che non porterà mai a termine. Nel 1940 un infarto pone fine alla sua vita. Zelda lo seguirà otto anni dopo, bruciata viva nell’incendio della clinica in cui soggiorna ormai da lungo tempo. L’ultimo rendiconto editoriale di Francis Scott Fitzgerald, datato 1 agosto 1940, segnala 40 copie vendute di tutti i suoi libri per un totale in diritti d’autore di tredici dollari e dieci centesimi. Bisognerà aspettare il decennio successivo perché il cantore dei Roaring Twenties venga progressivamente riscoperto e apprezzato da critica e pubblico fino a vedersi collocato nel Pantheon in cui risiede tuttora, in compagnia di altre grandi voci della letteratura americana come Theodore Dreiser, Ernest Hemingway, William Faulkner, Thomas Wolfe.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Palazzo della Penna
Via Podiani, 11
Perugia

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