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35 thoughts on “Il tuo libro


    • Il libro di De Rita: ” L’ eclissi della borghesia – la sentenza volge al requiem” è interessante perchè l’autore sostiene che nel dopoguerra, con il boom economico è nato il ceto medio e è cominciata l’eclissi della borghesia.La corsa al benessere accentua le nostre caratteristiche di popolo individualista. Tutti adottiamo gli stessi stili di vita e si perde di vista l’interesse collettivo. In poche parole lo stato intermedio occupato un tempo dalla borghesia ora è occupato da questo nuovo ceto medio che confonde la vita agiata con la vita borghese ed è preoccupato solo di mantenere lo status raggiunto e non riusce più ad esprimere una classe dirigente che riesca a operare per il bene della collettività.
      Analisi interessante e condivisibile.

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  • Molesini, Non tutti i bastardi sono di Vienna, ed. Sellerio: la tragica fine di un mondo, nonché della propria infanzia, attraverso lo sguardo di un protagonista adolescente.

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    • Questo libro mi ha ricordato un altro bel libro che mi permetto di consigliarti:”Quanta stella c’è nel cielo” di Edith Bruck. Se puoi leggilo e dimmi che ne pensi.

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      • Ho avuto il piacere di leggere questo libro” Quanta stella c’è nel cielo” perchè era finalista al Premio Feniice e concordo. E’ scritto bene, una storia intrigante ..Infatti l’avevo votato

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  • Vi consiglio di leggere il racconto Il Treno di George Smenon, sicuramente uno dei più gradi autori della modernità, pubblicato da Adelphi.
    Un altra preziosa gemma di questo straordinario scrittore ed attento investigatore delle passioni umane. Nel triste e sconsolato scenario di guerra la passione, senza le convenzioni del normale ordine sociale, tra due profughi, con storie diverse, diventa la ricerca di una nuova esistenza e l’illusione di un nuovo inizio per entrambi. La figura di Anna nella sua semplicità, silenziosa e rassegnata, da al romanzo un taglio psicologico ed intimistico. Colpisce la minuziosa descrizione del treno e dei suoi passeggeri. Una lettura da non perdere. Con un finale che ti fa rimanere con il libro chiuso tra le mani per qualche minuto.

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  • Il libro che consiglio letto da pochi giorni è “L’amica geniale” di Elena Ferrante…davvero una storia ben scritta che invoglia a leggerne il seguito

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  • Nava Semel:”E il topo rise”….una favola (?!) dal contenuto dolorosissimo. Ricordi che graffiano l’anima a cui mi chiedo come si riesca a sopravvivere. Commovente.

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    • che ne dite di un libro che ho letto quest’estate con piacere ed è in tema, molto originalmente con la <> :

      Il profumo delle foglie di limone

      UN LIBRO DI
      Clara Sánchez

      PUBBLICATO DA
      GARZANTI, Narratori moderni
      (DALLE RECENSIONI VI ANTICIPO <>
      Trovo che potrebbe avere ottimi spunti di riflessione visto che dà Quello che una notevole descrizione del giovane che,in realtà, non conosce nulla di quel passato da NON DIMENTICARE.

      semnbra sia stato un <> :
      Gennaio 2010 Il profumo delle foglie di limone di Clara Sánchez vince il premio Nadal, uno dei riconoscimenti letterari più antichi e prestigiosi.
      Febbraio 2010 Il romanzo esce in Spagna. Dopo solo dieci giorni entra nella classifica dei romanzi più venduti, piazzandosi ai primi posti. «El Correo», «El País», «la Vanguardia», «Qué Leer» e tutte le più importanti testate dedicano al libro intere pagine, descrivendolo come il nuovo fenomeno della letteratura spagnola. La prima tiratura è esaurita e l’editore, Planeta/Destino, si affretta a ristampare.
      Marzo 2010 L’autrice riceve lettere minatorie da parte di gruppi filonazisti. In Spagna è ormai scoppiato il caso. «El Mundo» scrive: «Questo romanzo scuote la coscienza e svela l’orrore che la normalità cela». Intanto l’editore ristampa ancora.
      Aprile 2010 Il profumo delle foglie di limone mantiene la sua posizione in classifica. È uno dei romanzi più discussi e studiati nelle scuole.
      Maggio 2010 Il mondo inizia a puntare gli occhi sul libro. Si scatenano aste in molti paesi per acquistarne i diritti. In Italia Garzanti sconfigge i concorrenti e si aggiudica il romanzo.
      Giugno 2010 Migliaia di commenti invadono la rete. In Spagna non si parla d’altro.
      Luglio/agosto 2010 Il passaparola continua. In rete. Sulle spiagge. Tra i librai. Tra i giornalisti.
      Settembre 2010 Il passaparola inizia anche in Italia: i giudizi dei librai italiani che hanno potuto leggere Il profumo delle foglie di limone in anteprima sono entusiastici.
      Dicembre 2010 A quasi un anno dall’uscita, il libro mantiene la sua posizione nella classifica dei bestseller.
      Gennaio 2011 Il profumo delle foglie di limone esce finalmente in Italia.

      «Un romanzo straordinario.» El País
      «Scuote la coscienza e svela l’orrore che la normalità cela.» El Mundo
      «Un romanzo sulla vendetta e la cattiveria, ma anche sull’amicizia e sull’amore. Toccherà la vostra anima.» Qué leer
      «Scorre come un fiume in piena, e si va avanti nella lettura, spinti dal sospetto, dalla paura, dalla commozione.» Abc

      Ho detto troppo ?
      Perdonatemi è la <>

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  • non so perchè nel commento precedente mi sono sfuggite delle intere frasi, volevo dire semplicemente che il libro di cui sopra potrebbe essere uno spunto originale di lettura nel tema della “memoria”.
    Ciao, Ale

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    • mi sembra che Il profumo delle foglie di limone sia un’ottima proposta per la “sestina” da cui uscirà il libro del mese di marzo. Sarebbe bello poi riuscire ad avere Clara Sánchez ospite del Circolo dei lettori di Perugia: ci proviamo?

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  • Quale miglior libro per un circolo di lettori di un romanzo che racconta dell’amore di un libraio per i suoi libri, della sua passione per la lettura, e dell’importanza che la parola scritta, la poesia, la letteratura possono avere nella vita di un lettore? Così il libriccino di Régis de Sá Moreira compone come in un mosaico la vita di un libraio speciale che vive nutrendosi di libri e tisane, costruendo con la lettura il libro della sua vita, dialogando con clienti bizzarri che ricordano mitici personaggi della letteratura, con Dio, coi testimoni di Geova, con interrogativi esistenziali, con ragazze affette dalla sindrome da ultima pagina, etc.
    Una piccola favola dedicata a chi con i libri dialoga, a chi trova in essi non solo compagnia ma anche ristoro per l’anima. Una lettura densa di poesia, a metà strada tra la realtà e la fantasia, per ricordare a tutti che la letteratura può illuminare anche i lettori più “cupi”. Ma Il libraio di Régis de Sá Moreira è prima di ogni cosa una lettura piacevole, divertente e profonda capace di farci riflettere con un sorriso sulle labbra sui grandi interrogativi esistenziali.

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  • Vorrei suggerire ai soci del Circolo la lettura del primo romanzo di Roberto Andò, Il trono vuoto, utile riflessione sul potere e sulla sua attuale declinazione politica in Italia, con significative considerazioni di carattere generale in merito all’umanità a alla perdita di senso che caratterizza l’esistenza attuale, ovunque e a qualsiasi livello essa si dispieghi. Interessante e la proposizione della diversità, reale o apparente, come antidoto possibile alla banalità, all’individualismo sfrenato, alla solitudine indistruttibile. Il tutto con la forma brillante della commedia, molto italiana, come potrete constatare.

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  • La morte felice di A. Camus, primo (o tra i primi) romanzo incompiuto di A. Camus pubblicato postumo. Una scrittura sublime piena di metafore capaci di trasmettere emozioni e sensazioni.

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  • Vorrei caldamente segnalare IL SOGNO DEL CELTA, ultimo fiume in piena di Mario Vargas Llosa che travolge passioni e contraddizioni, certezze idealistiche e martìri loro malgrado, un altro epico sogno, un frangersi di violenza sanguinaria nel disprezzo più totale della bontà e del rispetto dell’altro per la cupidigia e il potere, i tutto raccontato col solito stile torrenziale dello scrittore peruviano, in questo romanzo “falsamente, ma delicatamenete”, biografico.
    La ricostruzione potente di un grande buco nero, di sfruttamento, dolore, passione negata e morbida sensualità tra Amazzionia, Congo, Irlanda, che molto hanno a che fare l’una con l’altra anche se apparentemente e geograficamente così distanti: se non che l’indomoto, malaticcio, eroe suo malgado, Roger Casament, martire misconosciuto dell’irridentismo irlandese, non lo attraversasse tutto quel buco osceno, travolto, succiato, anche lui, da ideali formidabili, orrori cruenti e spaventosi, cuori di tenebra davvero fittisssima e delicate travolgenti tentazioni della carne.
    La sua vita, ottimamente narrata in tre grandi flash back che si attorcigliano come una liana,quella di un grande anti eroe, un Casament, molto umano, fragile, quasi spezzato dal suo ruolo, a tratti spasmodico nella sua dedizione; ma forse proprio per questo molto più vicino a ciò che vorremmo sempre da un simbolo, non esserlo…
    Grazie ancora Supermario, nobel strameritato!

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  • Io voglio menzionare in questo spazio, l’ultimo libro che ho letto :
    GRANDE SENO, FIANCHI LARGHI di Mo Yan (PREMIO NOBEL per la Letteratura nel 2012). Mo Yan, a dispetto del suo nome, che in cinese classico significa “non parlare”, in questa sua opera parla, parla e racconta un secolo di storia, cent’anni di Cina, dai tardi anni Trenta del conflitto sino-giapponese alle carneficine della guerra civile, fino all’avvento dell’era maoista e al suo superamento nell’ultimo ventennio del secolo appena trascorso; e lo fa attraverso le storie, le avventure e le disavventure di una numerosa famiglia matriarcale. Tanta tragicità, tanta crudezza, ma anche momenti di comicità si alternano in questo ritratto veramente avvincente della famiglia Shangguan, famiglia composta da una madre (figura dolce, ma anche imponente e autoritaria), dal suo unico figlio maschio (perdente, inetto e ridicolo) e dalle 8 figlie femmine (non ce n’è una che assomigli all’altra, hanno tutte la loro personalità e Mo Yan ce le mostra come se ciascuna di esse fosse un po’ la sua favorita).900 pagine di avventure epiche, di desiderio sessuale, di violenza sanguinaria, di caos e di suspense fantasiosa in cui si intrecciano il realismo magico di tipo cinese, la storia, l’invenzione, il reale e il soprannaturale. È una lunga storia, ma non spaventatevi per le tante pagine, perchè ogni pagina e ogni storia raccontata merita di essere letta.

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  • Ho appena finito “La grande invenzione. Un’autobiografia” di Pupi Avati. E’ stato per me una piacevole sorpresa. Veramente incantevole. Consiglio a tutti di leggerlo.

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  • Ho letto il libro “LE COSE CHE NON HO” di Delacourt Gregoire, si legge in un fiato, del resto sono solo 142 pagine, mi sembra scorrevole e ben fatto.
    La storia è curiosa e narra di una moglie che cambia la sua esistenza nel momento in cui scopre di avere vinto un premio enorme ad una lotteria nazionale.
    Poi non dico altro altrimenti si perde il gusto. E’ stato un successo in Francia io lo consiglio solo come piacevole lettura senza grande impegno.

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  • Consiglio di leggere una novità anche di genere letterario. E’ il racconto spassoso di vita eritrea dei coloni italiani che poi si trasforma in tragico esodo. Da ciò si passa dalla goliardia a un documentato furibondo j’accuse contro il fascismo, il razzismo, la guerra e contro chi quella guerra ha voluto anche stando dietro le quinte.
    Un felliniano “amarcord”: da scolaro, a “Balilla coloniale”, a studente di medicina all’Asmara in Eritrea. La vita in colonia. Il colonialismo, il razzismo contro un Popolo gentile ed eroico. L’amata gente eritrea.
    La guerra all’Asmara e l’occupazione britannica.
    Profughi dall’”Impero” in Italia sulle “navi bianche”, in piena guerra, con 30.000 donne e bambini, due mesi negli oceani.
    Il ritorno dei profughi a casa in Eritrea dopo l’orrore nazifascista. Un goliardico studente antirazzista e antifascista porta dall’italia “il vento del nord” ai connazionali e ai colleghi, della facoltà medica di Asmara, rimasti nella colonia occupata dagli inglesi, ignari degli eventi italiani.
    L’Esodo finale dall’Africa delle famiglie italiane e l’abbandono d’ingenti opere costruite da geniali
    operatori e lavoratori.
    Il lungo martirio degli eritrei: la colonizzazione, le guerre e alla fine, l’aggressione strategica delle grandi potenze delegata all’Etiopia, fino ai naufragi di Lampedusa.
    Una fraternità tradita.
    Sconcertante revisione analitica delle cause e conseguenze delle guerre italiane, e di quella europea del 1940. Riflessioni su tutti quei disastri e sul silenzio di tutti.
    Bugie e complici silenzi documentati con dettagliate fonti e testimonianze personali dell’autore.

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    • Dimenticavo il titolo e l’autore:
      Mario Ruffin.
      “IL DUCE SI E’ FATTO MALE”
      BookSprint.it Editore

      L’Autore, Mario Ruffin, è un medico per 40 anni ospedaliero. Diplomatosi al Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Treviso, ha iniziato gli studi di medicina nel 1950 all’Università di Asmara proseguendoli poi fino alla laurea e alle specializzazioni a Padova (Cardiologia e Medicina Interna) e a Torino (Endocrinologia). Ha iniziato la professione ospedaliera a Treviso. Ha esercitato la funzione di Primario di medicina in numerosi Ospedali friulani (Tolmezzo e Latisana) e veneti (Auronzo del Cadore e Oderzo). Numerosi i suoi contributi sulla stampa nazionale e locale su
      temi di varia umanità. Già più volte Presidente
      del Circolo Bertrand Russell di Treviso, egli partecipa assiduamente da molto tempo a vario titolo su svariate tematiche storiche, e scientifiche sulla stampa e su siti dedicati.

      BookSprint. it Editore.

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